Il libro del momento

Tiziana Triana

 Il Seicento, il secolo della Rivoluzione scientifica, del fanatismo religioso e dell’Inquisizione, è la cornice de Le Città Perdute, primo libro della trilogia di Tiziana Triana Luna Nera, che ha ispirato l’omonima serie originale annunciata da Netflix per il 31 gennaio 2020 (con la regia, tutta al femminile, di Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli e Paola Randi, produzione Fandango). Al centro del romanzo, un gruppo di donne di scienza e di cultura, profonde conoscitrici delle piante e degli astri, che hanno scelto di essere libere, e che una società superstiziosa e patriarcale condanna senza appello: sono streghe.

Italia, campagna laziale, Diciassettesimo secolo. La giovane Adelaide (Ade), sedici anni, corre e tiene per mano suo fratello Valente, che è ancora un bambino. Deve fuggire da Torre Rossa e dalla casa in cui è cresciuta, perché l’accusa che le pende sulla testa porta dritta al rogo: stregoneria. Nel folto del bosco si nasconde un gruppo di donne che si sussurra pratichino la magia nera. Nessuno sa chi siano né da dove vengano; reclutano e proteggono ragazze come Ade, che la comunità ha messo al bando. È qui – in un mondo di sole donne, ciascuna delle quali ha una misteriosa avventura alle spalle e porta il nome di un’antica città scomparsa – che Ade e il suo fratellino trovano rifugio: saranno iniziati alle arti del gruppo e ai loro segreti rituali, nell’attesa, trepida e inquieta, che si compia la grande Profezia. A questa comunità femminile in odore di stregoneria danno una caccia spietata i Benandanti, una congrega di uomini forti con un solo nemico, le streghe, e un potente sostenitore, la Chiesa cattolica; credono che quelle donne nei boschi siano una terribile minaccia, e sono decisi a sterminarle.

Tutti, meno uno: Pietro, il figlio del capo dei Benandanti, che non crede alle superstizioni e, soprattutto, si è innamorato di Ade dal primo momento in cui l’ha vista. Quando scoppierà la battaglia finale tra questi nemici giurati, si scoprirà quanto labile sia il confine tra realtà e magia, tra falsità e conoscenza, e perfino tra maschile e femminile. E quanto, nella vita, l’incantesimo più difficile di tutti resti ancora quello di crescere.

«Bisogna credere nelle streghe perché, a ben pensarci, lo siamo tutte, o vorremmo esserlo. E bisogna credere nelle storie: Luna Nera di Tiziana Triana ci aiuta a credere, a spaventarci, a partecipare, a condividere l’apprensione per la sorte delle sue eroine, a ricordare quel che abbiamo dimenticato. Si legge d’un fiato». Loredana Lipperini

«Noi siamo tempesta, anzi lo siamo sempre state. Dal Seicento di Tiziana Triana fino ai giorni nostri». Michela Murgia

Guarda il trailer della serie Luna Nera

 

 

 


 


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