Jean-Michel Riou
Il segreto di Champollion
Una grande epopea storica, avvincente e misteriosa, sulle tracce di Bonaparte, Champollion e i misteri dell'antico Egitto.
Napoleone e i suoi scienziati. I soldati e la conquista dell'Egitto. Sole, sabbia, sangue, la peste, la paura, la guerra, la scienza, la magia.
Una sfida: decifrare la scrittura del Faraone.
Un patto: ricercare la verità a tutti i costi e scoprire il mistero dei geroglifici.
Una scoperta sensazionale: la stele di Rosetta.
L'unico genio che può svelare l'enigma: il famoso Champollion. Gli avversari inglesi, le spie del Vaticano, i nemici interni, gli intrighi, il veleno. E un manoscritto, nascosto per centocinquant'anni, che racconta tutto.
Perché finalmente si alzi il velo e venga rivelato
IL SEGRETO DI CHAMPOLLION
DA NON APRIRE FINO AL 1º GENNAIO 2004
Per il legatario è giunta l'ora. L'impazienza guida i suoi passi lungo la scala. E il tesoro è lì. Un pacco di documenti, spesso e ingiallito, la parte allettante di un lascito enigmatico di cui egli ignora tanto i poteri quanto i pericoli...
31 dicembre 2003. Allo scoccare della mezzanotte, l'editore parigino Maximilien Courcelles spezza il sigillo di cera e pare un plico custodito in gran segreto per centocinquant'anni. All'interno trova un antico manoscritto, il diario di tre eruditi orientalisti partiti per l'Egitto al seguito di Napoleone con un compito misterioso e affascinante...
17 maggio 1798. Un'imponente flotta formata da più di 300 navi salpa dal porto di Tolone con destinazione la costa egiziana. Nelle intenzioni del generale Bonaparte la spedizione non è solo una campagna militare: è anche una crociata scientifica. A bordo di quelle città galleggianti, infatti, oltre a 30.000 soldati, 10.000 marinai, 600 cavalli e 1.000 pezzi d'artiglieria, viaggiano più di 160 studiosi di diverse discipline che dovranno conquistare alla scienza e alla ragione i segreti della civiltà egizia.
A tre di essi in particolare – l'orientalista e stampatore Pharos-J. Le Jeancem e i matematici Morgan de Spag e Orphée Forjuris – Napoleone affida un importante compito: decifrare gli impenetrabili geroglifici. Nel suo sogno di unire Oriente e Occidente sulle orme di Alessandro il Grande, il generale Bonaparte è convinto che in quell'antica scrittura si celi il segreto del potere assoluto del Faraone, come se quei simboli fossero il tramite fra Dio e l'uomo.
L'impresa si presenta irta di difficoltà, fra le imboscate delle orde di mamelucchi e le infernali traversate del deserto, fra malattie e carneficine, ma Le Jeancem, de Spag e Forjuris hanno suggellato un patto: consacrare la vita alla ricerca della verità. La loro tenacia viene premiata con la scoperta sensazionale di una stele incisa in tre differenti grafie, tra cui il greco che, essendo conosciuto, offre finalmente la chiave per giungere alla comprensione del significato occulto delle "parole degli dèi". In realtà il mistero resterà tale fino all'incontro con un giovanissimo genio delle lingue orientali, Jean-François Champollion: per vent'anni la stele di Rosetta sarà la sua ossessione, fino alla morte. Si mormora che Inghilterra e Vaticano abbiano ordito un complotto per avvelenarlo, forse con l'aiuto di una bella poetessa fiorentina al soldo pontificio... ma solo nell'ultima parte del diario Le Jeancem, ormai morente, svelerà il segreto legato alla notte dell'agognata decifrazione e al destino di Champollion...
L'autore mescola Storia e invenzione letteraria con grande sapienza e un continuo crescendo di tensione narrativa, e ci offre un romanzo storico di rara capacità visionaria in cui la scrittura fortemente emotiva riesce a evocare sia l'esotismo dell'Egitto sia l'impeto irrefrenabile verso la conoscenza proprio dell'Illuminismo. Ma, soprattutto, ci racconta l'avventura umana e scientifica di un personaggio geniale, appassionato e tormentato: Jean-François Champollion.
