Shane Watson
Mai più senza
STORIE DI UOMINI, AMICHE E ALTRI ACCESSORI
DI CUI (NON) SI PUÒ FARE A MENO
SE hai visto almeno 10 puntate di Sex and the City (o in alternativa, hai visto almeno 10 volte la stessa puntata di Sex and the City)
SE hai sognato almeno una volta nella vita di essere a cena a lume di candela con Hugh Jackman/Sean Connery/Johnny Depp/Russell Crowe/Sean Penn
SE in questo momento nella tua trousse c’è un mascara che è costato più di quanto tua madre avrebbe speso per un divano
SE ti capita almeno una volta alla settimana di sentirti sull’orlo di una crisi di nervi
SE sei in grado di citare a memoria almeno dieci minuti di dialogo ininterrotto di Harry ti presento Sally/Pretty Woman/Colazione da Tiffany/Il diavolo veste Prada/ Via col vento
SE hai ballato da sola in reggiseno e mutande in soggiorno almeno una volta negli ultimi sei mesi
SE hai annuito leggendo anche uno solo di questi punti e/o adesso stai sorridendo, questo libro è per te.
Diciamo la verità: dopo una certa età (ma sappiamo benissimo che non è mai troppo presto per iniziare un po’ di ginnastica facciale) cominciamo a farci delle domande che non oseremmo confidare nemmeno all’amica più cara in una serata alcolica...
È normale che la mia vita assomigli pochissimo a quella di Carrie in Sex and the City? Quali gesti (e camicie) rientrano nella Nouvelle Cafonerie e cosa invece si può e si deve perdonare a un uomo? Oddio, non è che mi sto trasformando in mia madre? Perché improvvisamente odio la mia migliore amica? È troppo tardi per innamorarsi di nuovo In Quel Modo?
A questi interrogativi Shane Watson risponde sistematizzando per la prima volta il pensiero sulla differenza tra i vestiti che ci fanno sembrare sfollate della Seconda Guerra Mondiale e quelli che nostra madre definirebbe “adorabili”, su tagli di capelli, figliastre e carte da parati. Con un’autoironia che stenderebbe Nora Ephron al tappeto, Shane ci promette che “Se trovate Quello Giusto dopo una lunga attesa isterica, quando il massimo in cui speravate era il Signor Compromesso, la vita sarà più magica del finale di un film con Hugh Grant”.
“Ero felice e soddisfatta della mia vita senza uomini, finché – dopo i quarant’anni – è arrivato Quello Giusto. Da qui potete capire perché tutti, soprattutto le donne single, vogliono sapere «com’è successo?». Non soltanto com’è successo, ma come è potuto succedere a me? Non sono un’ereditiera né una donna bellissima. Non mi sono fatta dare una ritoccata al sorriso o ad altre parti del corpo (a parte i capelli che, tinta dopo tinta, stanno assumendo un colore sempre più alieno). Ai fornelli prendo la sufficienza e appena sveglia faccio paura. (Potrei dilungarmi, ma non mi sembra il caso.) E sappiamo tutte che, anche se ti capita di incontrare un uomo, te lo devi contendere con adolescenti, modelle russe, coetanee divorziate così affascinanti e in forma da sembrare trentenni, e donne restaurate da cima a fondo da geni della chirurgia plastica. Insomma, se ce l’ho fatta io, ce la può fare chiunque.”
